Di Vendicare Venezia

Una delle cose più difficili da fare è scattare fotografie a Venezia che diventino fotografie di Venezia; in cui cioè l’immagine non sia prevaricata dalla scenografia. In un contesto così forte solo chi ne è abituato riesce a fotografare altro che non sia quello che tutti si aspettano e che infine a un amatoriale viene naturale – sia detto qui senza polemica.

(more…)

Advertisements

Cantami O Diva

Molto tempo fa, quando mi capitò di organizzare la prima esposizione di immagini di Giancolombo, mi ritrovai al passaggio inevitabile di scrivere le didascalie. Davanti allo schermo del computer mi bloccai con la crisi del foglio bianco. Del cartellino bianco. Di quella cosa, insomma, che si appende al di sotto dell’opera e che invita il visitatore della mostra a chinarsi in posizione tanto più scomoda, a seconda della corporatura o della mancanza di diottrie. (more…)

Zzzzzzzz

Credevo che capitasse solo a me, che sono un’astigmatica da lontano e miope da vicino; credevo che l’effetto di un’immagine sulla psiche fosse una questione personale, che dipendesse solo dalla mia pressoché totale immersione nel “mestiere’’, insomma.

Poi ho verificato che non può essere così. Le fotografie hanno normalmente un forte potere evocativo visivo per cui inevitabilmente si elabora il proprio, relativo portato di esperienza: ricordi, impressioni, sensazioni.

(more…)

L’Inverso del Nome

C’è una folta sezione dell’archivio che non tratta di fotografia documentale; non di ritratti di città e vite sorprese nelle quotidiane piccolezze, né di fatti storici.

E’ la sezione dedicata ai ritratti. Immagini di persone che hanno fatto la storia del cinema, dell’arte, della letteratura, della musica. Persone che magari oggi nessuno ricorda più, meteore nel loro campo; oppure persone che sono divenute miti, e per questo hanno un’iconografia forte e dedicata – per dire: nel cinema la Sophia nazionale. E poi anche tutto quello che sta in mezzo, in situazioni pubbliche o private, come del resto usava negli anni cinquanta e sessanta.

(more…)

Notte di Parigi

Ovvero della Censura. Quella cosa che sessant’anni fa (esatti) rendeva un servizio fotografico piuttosto candido tanto peccaminoso da obbligare il direttore a trovare soluzioni creative.  Si parla del settimanale Le Ore, che apriva nel 1954 il suo secondo anno di vita e gioiosamente lo dedicava al luogo più prude del mondo: il Lido di Parigi.

(more…)