Che Faccia Da Francese

Non so se vi è mai capitato di vedere un luogo, magari per un momento soltanto, e in quel momento rapido avere l’impressione netta – quella sensazione inafferrabile che si riferisce più all’inconscio che al razionale – di sapere esattamente dove quel luogo sia. Naturalmente sto pensando a un quadro, una cartolina. A una fotografia.

Non credo sia questione di paranormale, di poteri sovrannaturali o di tutte quelle grandissime capacità non utilizzate del nostro cervello di cui ci raccontano talvolta. O meglio, il cervello c’entra, secondo me, ma solo perché il dettaglio fondamentale, che c’è nell’immagine e che ci dà le informazioni geografiche, è stato registrato dalla nostra mente in un livello secondario. Cioè c’è, ma non l’abbiamo rilevato a livello conscio.

C’è una pagina internet che si chiama Geoguessr (the best time-waster!), che sfida a riconoscere dei luoghi del mondo dalle immagini street view di googlemap. Se volete provarci, sappiate che non è così difficile: basta ingrandire qua e là, notare come sono vestiti i passanti, fare caso alle automobili o agli alberi – se sono palme non può essere la Norvegia – studiare la luce. E’ un gioco ed è giusto che sia intricato, per divertire un po’. Io sono brava (a perdere tempo) non lo nego, ma non faccio testo, sono abituata a guardare il particolare anche perché me ne servo a volte per scrivere le didascalie delle foto.

Con le immagini di questo archivio però è un po’ più complicato, perché sono state prese tanti anni fa e alcune informazioni per chi è nato dopo non sono facili. Neanche per me, se mi trovo ad avere a che fare con servizi fotografici molto estesi, presi in una città. So quale è la città, ma mi tocca capire quale parte ne sia, e anche se è un posto dove sono stata spesso, le mie informazioni visuali sono assai più recenti e tutto magari è cambiato; mi succede perfino con Milano, dove sono nata e ho vissuto, di non riconoscere vie fotografate nel 1948 e che sono completamente cambiate.

A un fotoreporter però è richiesto che l’immagine che scatta parli con immediatezza e dia tutte le informazioni che deve dare, se vuole che abbia un senso. E così a volte è talmente semplice e fulmineo, basta avere un pochino di cultura generale per le mani, oltre che di geografia forse un po’di storia,

o di arte,

o di cinema,

o di letteratura…

(Va bene, questa era troppo facile).

Poi, al di là del paesaggio, dei riferimenti architettonici, delle impronte caratteristiche di una città o di un paese, come si è già detto, esistono anche le persone.

Rue Mouffetard

E qui, dove non si vede gran che della strada, dopo il sorriso per il gatto sulla spalla e il maglione esistenzialista, quello che sorge spontaneo come il respiro è: “Che faccia da francese”.

PS: Non mi sono distratta o dimenticata: non ho intenzione di dare chiarimenti per le immagini inserite sopra. Dovrebbero collocarsi da sé, anche con il margine di errore di Geoguessr. E comunque non si vince niente nemmeno qui.

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