Miracolo a Milano

Vedere significa in qualche modo partecipare. Vedere un’immagine di ciò che è avvenuto nel passato ci trasporta immediatamente indietro nel tempo a presenziare al fatto; un’immagine di ciò che è in un luogo diverso da dove siamo ci disloca per essere altrove in modo ubiquo.

Con le immagini di questo archivio le due cose possono succedere simultaneamente: un evento passato accaduto in un luogo lontano. Il che è piuttosto interessante. Perché laddove la differenza di spazio può essere ovviata, prima o poi, forse, probabilmente, (magari uno di questi giorni ci vado), la differenza di tempo è definita e irrevocabile, ciò che è passato è passato, non ci si bagna due volte nello stesso fiume, etc. etc. Così attraverso un’immagine si diventa testimoni di un momento in cui anche quel luogo che potremmo visitare era differente.

Esiste poi un caso particolare in cui una serie di immagini ci mostra un luogo che ricordiamo per come era, e che oggi vediamo per come è senza molta differenza. Tranne per un momento particolare, uno spazio di tempo definito nel passato, in cui quel luogo è stato diverso, completamente sovvertito, modificato, alterato, per poi ritornare alla sua quieta normalità.

gbc_169059_MM019

Tra la fine del 1957 e il 1964, Milano veniva sovvertita, alterata e sconvolta dalla costruzione della metropolitana. La Linea Uno, la Rossa per chi abita qui. Tutti quelli che hanno vissuto a Milano in quel periodo hanno avuto la vita scompaginata da cantieri, ponti stradali, voragini, deviazioni viarie e modifiche urbanistiche. Poi, a opera conclusa, la città è ritornata a essere quella di sette anni prima, le aiuole e gli asfalti ripristinati, il pavé le cui pietre erano state pazientemente numerate una per una; le piazze, i viali, le strade, tutto come prima che una galleria traforasse il sottosuolo per portare i milanesi di qua e di là.

gbc_174192

Un miracolo. Un capolavoro di ingegneria e volontà, intelligenza e impegno.

E’ quello che vedo oggi, con meraviglia – tutto questo è finito quando io ero poco più che una poppante, così non ho memoria di quello sconvolgimento. Uso la metro come tutti e finché non ho visto queste immagini non ho mai pensato a che lavoro immane fosse stato costruirla. E che disagio.

Lavori di scavo della metropolitana in corso Buenos Ayres. Milano, 1960

Ho sentito dire di persone che se ne sono andate da Milano, nei quattro anni nodali in cui la struttura della città era completamente sventrata ed era impossibile vivere, a loro parere, con i ritmi e la quiete abituali. Ma la maggior parte degli abitanti di questa metropoli ha avuto la pazienza di attendere il risultato.

Guardo e vedo, nella calligrafia fotografica di Giancolombo, milanesi che camminano su passerelle di legno gettate sopra orridi di fango e tubature, curiosi che scrutano a naso in giù, passanti che attendono alteri di attraversare quello che un tempo era un viale e ora è un fosso grigliato di travi di contenimento e sostegno.

 gbc_168609

gbc_173005_MM021

gbc_171850b

 gbc_171837b_MM016

Ma vedo anche quadri futuristi di macchinari, che fissati nella pellicola celebrano il lavoro con una poesia inconsueta, di luce, ombra e volti imbrattati di uomini con la vanga – sì, la vanga, gli scavi per la maggior parte furono rifiniti con la vanga, a mano.

gbc_168436

Vedo la ricerca della bellezza nella geometria dello sconquasso, perché lo sconquasso aveva una geometria in realtà, precisa, senza la quale il miracolo non si sarebbe compiuto.

gbc_155028_MM

gbc_155049_MM

Vedo una testimonianza richiesta per motivi documentali e resa con perizia, e il risultato racchiude il ricordo, lo spazio, l’ubiquità, la tecnica. E la fotografia.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s