Di Che Colore Sono gli Elefanti

Non mi accorgo nemmeno più se una fotografia è in bianco e nero o no. Non sono diventata daltonica, distinguo ancora i colori quando li vedo: quando scelgo l’accostamento tra un paio di pantaloni e una maglietta, quando attraverso la strada al semaforo, quando guardo un film.

Ma in archivio, dove il 90 per cento delle immagini è in bianco e nero, la questione è diversa. Se riesco a spiegarmi, quando vedo una immagine non sono portata in prima battuta a notare che non ci sono colori.

Conosco il colore del cielo, è azzurro, e so che le nuvole sono bianche e non viceversa. Conosco il colore del mare e della sabbia e non potrei domandarmi quale sia; so com’è il verde dell’erba di un prato, ne vedo da quando sono nata. Conosco il colore della pelle degli esseri umani, ogni colore di ogni essere umano. Ho visto questi colori nella vita reale, e ora in una foto non ne ho bisogno.

Non mi importa se il cielo è blu o celeste, né se il mare vira al verde; se il prato è di trifoglio o di erba cipollina. Di che colore è la neve?

Passo Rolle, 1953

Passo Rolle, 1953

Ecco un cielo di montagna. Ne avete mai visto uno in una mattina d’inverno, dopo una nevicata, con il sole? Ha questa profondità. Di grigio? No, di colore. Che a volte non importa.

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Piazza San Babila, Milano, 1950

Così come non importa di che colore sia il cappotto che quell’uomo indossa, o lo scozzese dell’abito della signora al suo fianco. (Un bassotto trotterella per casa mia, quindi se quello della foto non è nero focato allora è dello stesso colore del mio, che pare si chiami “color cervo”).

Il punto è, quindi: ha davvero importanza? Ha importanza in una foto avere queste informazioni? Oppure è più interessante capire l’atmosfera, guardare i volti e le posture, leggere le ombre e le luci, immaginare una storia?

L’ora è segnata nell’orologio della piazza, è la una e dieci del pomeriggio (anche nel bianco e nero il giorno si distingue dalla notte, eh). Il servizio si chiama “Milanesi Snob”, è del 1950. La signora con il bassotto abita nei dintorni di Piazza San Babila? È scesa a far passeggiare il cane? Conosce l’uomo che le da le spalle?

Capisco anche che da una immagine scattata a Milano, la grigia metropoli, non ci si possa aspettare un’esplosione di colori. Ma davvero non si può applicare ad altre immagini?

gbc_144162_08_01_Eritrea // Mercato. Asmara, Eritrea, 1952

Asmara, Eritrea, 1952

L’Africa. Il sole e l’ombra, questo importa.

Di recente ho sentito un’intervista al fotografo Mario Dondero in occasione della sua mostra a Roma. Gli è stato chiesto perché alcune sue immagini esposte, tra tutto il corpo di lavoro rigorosamente in bianco e nero, fossero a colori. Ha risposto: “Sono foto fatte al circo. Non si può fare foto in bianco e nero al circo.”

Dissento sommessamente.

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Di che colore sono gli elefanti?

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