Mi Darete Soddisfazione!

Giancolombo ha sfidato a duello il figlio di Toscanini. Nel 1950. A Milano. Due padrini. Pistola. All’alba. Come nei romanzi d’appendice.

Non per una donna, ma per un amore sì: quello per la fotografia.

Bisogna per prima cosa comprendere che cosa fossero le redazioni dei quotidiani nel dopoguerra. Immagino ambizione, sfrontatezza, esaltazione;  un direttore, Benso Fini, che di certo aveva ancora lo spirito goliardico della generazione precedente. Un pugno di giovani giornalisti che volevano tenere il mondo in mano, perlomeno quel mondo che era di loro competenza esaminare.

Così, per esempio, la redazione del Corriere Lombardo:

Corriere Lombardo

E con loro Giancolombo, lo stesso spirito saldo e forse un po’ molesto, la stessa spudorata sicurezza che si doveva contrapporre alla concorrenza, fatta poi della stessa pasta.

Era un’epoca in cui succedevano tante cose, all’improvviso, di cui si poteva e si doveva parlare, scrivere sul giornale, commentare; nella gestione di un quotidiano locale ogni piccola e grande cosa era indispensabile, ogni avvenimento e ogni personalità erano importanti.

Figuriamoci Arturo Toscanini. Alla Scala. Con il Requiem di Verdi. Foto, c’era bisogno di una foto, da mettere in prima pagina. E poi a scorrere il testo, che rendesse omaggio al Gran Direttore temporaneamente ritornato all’ovile lirico-sinfonico dalla cuccia americana. Quella sera.

Presto! Giancolombo, vai!

GBC Bidet

Giancolombo va. Giovane, lui – aveva 29 anni, e vecchio il Toscanini che di anni ne aveva 83 e per questo girava sostenuto e accompagnato dal figlio Walter, cinquantenne dedicato. E come tutti i figli che devono far da sostegno al padre ma soprattutto da guardia al Maestro, anche questo figlio digrignava a ogni tentato assalto alla tranquillità o alla privacy.

Assalto che poi non era, perché se c’era una cosa che Giancolombo non faceva era il paparazzo. E se tanto il Toscanini Junior era aggressivo in attacco, altrettanto Giancolombo era solido in difesa. Silenzioso, rapido, corretto, entrò nella platea della Scala e si trovò travolto dalle contumelie di un Walter nello svolgimento della sua funzione principale. Insulti a lui e al giornale, per aver osato cercare di fotografare il Maestro mentre dirigeva, rischiando di disturbarlo.

Senza titolo-1

Foto mai fatta a Toscanini alla Scala, Milano 1950

Ma Giancolombo non era solo, era parte di quella banda di entusiasti, goliardici giovanotti che avevano fatto del loro lavoro una cosa seria durante la quale era anche necessario divertirsi. Quindi, all’annuncio del reporter rientrato in redazione, gli animi oltraggiati dei giornalisti partorirono intenzioni bellicose, sì, ma anche molto divertenti.

Posso solo immaginare quanto devono aver riso, in quella redazione. Giancolombo era stato ufficiale di artiglieria durante la guerra e aveva una mira ottima con diversi generi di armi: fu probabilmente la prima cosa che i due padrini prescelti, guanto di sfida pronto e aria indignata, si premurarono di far sapere al povero Walter Toscanini, quando gli recapitarono il cartello di sfida a duello.

Un po’ se ne fregò, sicuramente, ma per quanto la redazione e tutto il mondo del giornalismo risero, certamente un po’ si preoccupò e il fatto che dovesse riaccompagnare il Maestro Padre a New York fece il gioco di chi non aveva mai preso un’arma in mano e non sapeva se quella redazione facesse sul serio oppure scherzasse.

Deve averci pensato, nei mesi successivi. Deve aver ripensato anche alle proprie parole, sfuggite nell’impeto e così forti e offensive da aver provocato l’ira di una redazione intera. E di un fotografo tiratore scelto. Deve aver sorriso dello scampato pericolo, finché magari qualcuno gli ha fatto notare che proprio lì doveva ritornare, ora, a Milano, dove c’era quella redazione e dove lui e suo padre non passavano inosservati.

Non sapeva che la redazione aveva passato del tempo a ridere, ma che poi, sei mesi dopo, non ricordava nemmeno più a chi avesse giocato quel tiro: se ne ricordavano probabilmente solo lui e Giancolombo, che le sue parole le aveva avute addosso e che era diventato ogni giorno più importante.

Noi non sappiamo invece che parte abbia avuto Arturo Toscanini stesso in questa vicenda. Magari ha riso come i giornalisti – ma non credo, da quel che ho letto sul suo caratteraccio. Magari ha deciso lui stesso di fare quel che poi il figlio Walter ha fatto: chiamare Giancolombo, bandiera bianca e offerta di pace sotto forma di qualche minuto per dare il Maestro alle stampe.

Ecco il risultato: una foto sola, in via Durini, sotto casa, il Maestro sorridente con il figlio Walter, guerriero pugnace ma poco duellante.

Toscanini

I Toscanini. Milano 1950

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s